«No ai partigiani in azienda il 25 aprile: non sono nostri dipendenti»

Passi la band de Lo Stato Sociale. Ma l’Anpi no. È quanto pensato dalla sinistra bolognese quando la Magneti-Marelli, ex azienda del gruppo Fca passata di recente ai giapponesi, ha annunciato che il 25 aprile i partigiani non potranno entrare in ditta. «Non sono nostri dipendenti», il motivo che ha spinto il management a rispondere picche ai sindacati, abituati da 74 anni a celebrare la Festa della Liberazione nei locali dell’azienda in ricordo di Gualtieri Mazzocchi, dipendente della Magneti-Marelli negli anni della seconda guerra mondiale, partigiano e vittima dei nazisti. Storicamente, racconta Repubblica, ogni 25 aprile, in una sala dello stabilimento di via del Timavo, si svolgeva una cerimonia in suo onore. Tradizione che rischia ora di interrompersi per volontà dei giapponesi che, solo l’anno scorso, avevano deciso di negare il lasciapassare ai musicisti de Lo Stato Sociale.Ma un conto sono dei «rockettari», un altro i partigiani. E infatti i sindacati sono andati su tutte le furie, scatenando una polemica che ha suscitato l’indignazione della sinistra cittadina. A commentare la vicenda è intervenuto anche Carlo Calenda, ex ministro allo Sviluppo Economico e capolista Pd alle Europee nella circostrizione Nord-Est: «Ma perché non possiamo essere un paese normale? Se si parla della commemorazione di un partigiano, perché non far entrare l’Anpi?», il commento risentito di Calenda.»L’azienda non accetti la vulgata di Salvini»Niente però in confronto alla presa di posizione dello storico Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto Parri, che ha attaccato la Magneti-Marelli chiamando in causa addirittura il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «In azienda qualcuno ha preso una cantonata. Le istituzioni e l’Anpi non sono di parte. A meno non si voglia, con questo diniego, accettare la vulgata di Matteo Salvini che vuole mutare il giudizio sul fascismo. Ma se cambia il giudizio sul fascismo, cambia il giudizio sulla nostra democrazia».Sdegno anche da parte di Anpi Bologna, che sul suo sito ufficiale ha espresso «sdegno e riprovazione per la decisione presa dalla direzione della Magneti Marelli, di vietare la partecipazione di esponenti delle istituzioni e dell»associazionismo all»assemblea sindacale convocata annualmente in occasione del 25 aprile. Si interrompe in questo modo una consuetudine consolidata che rappresentava un momento di confronto tra i dipendenti dell»azienda e rappresentanti dell’Anpi. Viviamo davvero tempi duri se ancora non si è capito (o si fa finta di non capire) che il 25 aprile è la Festa della Liberazione dal nazifascismo e che, quindi, è una festa di tutte le persone democratiche che si riconoscono nei valori della nostra Costituzione. Si tratta di una decisione tanto pretestuosa quanto inutile, che prima di non condividere facciamo fatica a comprendere», ha detto la presidente Anna Cocchi.